Il fumetto venne descritto da Will Eisner, universalmente conosciuto come uno dei maggiori maestri del fumetto, come “arte sequenziale” definendo con sole due parole l’intero mondo che si nasconde dietro un’opera come un fumetto.
Scrivere un fumetto, infatti, è tutt’altro che semplice: non si tratta di semplici illustrazioni ma si tratta di una vera e propria narrazione che deve sposarsi alla perfezione con le immagini, si tratta di una sceneggiatura vera e propria ed in quanto tale le immagini devono rispettare la narrazione che a sua volta deve comunque basarsi su queste: un connubio perfetto e unico.

Il graphic journalism: informare in modo alternativo

Il fumetto viene oggi utilizzato, non più solo all’estero ma anche in Italia, come mezzo per fare informazione ed è per questo che si parla di graphic journalism: un nuovo modo di veicolare le notizie senza per questo rinunciare alle regole e all’etica del giornalismo più classico.
Il graphic journalism riesce a colpire e spiazzare mostrandoci visivamente alcune notizie che, altrimenti, rischierebbero di passare inosservate vista la mole di informazioni a cui siamo abituati.
Ecco che questo nuovo modo di esprimersi diventa un’occasione per parlare al posto di chi voce non ha: attivisti detenuti, giornalisti vittime della censura, persone invisibili: un racconto della realtà che nasce da un’esigenza.
I social hanno in questo nuovo modo di esprimersi una valenza importantissima perché hanno permesso a chi realizza queste opere di comprendere quale sia la forma visiva e scritta più coinvolgente per la società odierna ottenendo il risultato che più si desidera e cioè quello di comunicare al prossimo delle notizie più o meno sconvolgenti, il tutto in nome della libertà di espressione essenziale tanto nel giornalismo quanto nell’arte in generale.

Ecco a chi è rivolto il corso

Il corso di graphic journalism (ad link), dunque, vi permetterà di imparare a scrivere una sceneggiatura che regga un’opera, ma anche come applicare tutte le tecniche giornalistiche a un fumetto, grazie all’interazione tra sceneggiatore e disegnatore (se non si tratta della stessa persona).
Il corso, dunque, può essere rivolto sia a chi si è in grado di realizzare fumetti e possiede già un suo stile e vuole imparare l’ambito della sceneggiatura e quindi della scrittura dell’opera giornalistica, sia a chi invece è un giornalista che vuole usufruire di questo nuovo e potente mezzo di comunicazione di notizie e soprattutto per l’attivismo che si nasconde dietro il graphic journalism.
Sono dunque messi a vostra disposizione dei docenti che lavorano già all’interno del settore, i quali vi guideranno nella realizzazione di opere che in Italia stanno ormai prendendo sempre più piede: non è infatti raro trovarle in riviste e giornali, oltre che sui social dove le condivisioni sono spesso considerevoli.



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