Siamo ad un passo dalla distruzione, l’ultimo conflitto globale ha lasciato i sopravvissuti in ginocchio, le risorse scarseggiano e sono necessarie soluzioni drastiche.
Vengono fondati quattro continenti-nazioni dalle macerie, quattro grandi paesi ognuno dipendente dagli altri, per fare in modo che non si ripetano gli errori del passato la collaborazione è necessaria

Un primo sguardo

Non sto profetizzando la fine del mondo, ma vi sto presentando l’universo delle Steamgirls. Si tratta di un progetto dove ben 32 illustratori nazionali e internazionali lavorano e sviluppano le loro opere. Un universo immaginario, sotto forma di art book, che raccoglie 28 tavole: ognuna rappresenta una delle girls con la loro biografia, che vi farà immergere in questo mondo, nato dalle ceneri del vecchio.

Ho avuto modo di parlare con Matteo Batetta, illustratore Friulano classe 1978, direttore artistico dello Steamgirls Project, sentiamo cosa ha detto sulle pagine di Play Mondo!

Chi sono le Steamgirls? Ognuna ha il suo background e i suoi collegamenti, con magari qualche altra girl, ma qual è il loro scopo? 

Una steamgirl è una ragazza priva di super poteri, ma unica e speciale in modo ogni volta diverso. Questa connotazione è molto importante per il progetto: volevamo creare dei personaggi “normali”, in un mondo di fantasia di ispirazione steampunk, che tentano di emergere grazie ai propri talenti e abilità. Nel primo volume accanto alle illustrazioni ci si può immergere nella vita di ognuna di loro per scoprire che alcune sono collegate sia da rapporti di amicizia che da rivalità. Lo scopo è per ognuna diverso e si va dal bene per l’umanità, al proprio tornaconto personale in tutte le svariate gamme che questi aspetti possono avere. 

Ogni steamgirl è unica, ma come nasce una steamgirl? Quali sono i suoi ingredienti?

La creazione di una steamgirl avviene in maniera assai più semplice di quel che si può pensare: di solito è un ideale, o una nota caratteriale, o una professione “non convenzionale”. Certo come prima cosa pensiamo sempre a dove andrà collocata e che ruolo avrà per la società. Tutte però manifestano un temperamento forte, anche se in modi diversi e forse la caratteristica che meglio identifica una steamgirl è proprio la determinazione nel percorrere una strada non facile in un mondo relativamente pacifico.

Il mondo delle steamgirls non è il solito post-apocalittico dove tutti combattono contro tutti per la sopravvivenza. Com’è stato creato l’universo?

Senza rivelare troppo, possiamo dire che il mondo delle Steamgirls emerge da un periodo denominato “buio” che andremo a svelare man mano che srotoleremo la trama del fumetto. Le 4 nazioni sopravvissute nascono proprio dai resti del vecchio mondo e la lezione sulla distruttività della guerra è ancora impressa nelle menti di chi le governa. Speranza, uguaglianza e superamento di vari tabù tra sessi sono la premessa migliore per una convivenza pacifica: eppure la natura umana per quanto ci si sforzi nasconde sempre lati oscuri ed è dal manifestarsi di alcuni di essi che nascerà la “quest” che leggeremo prossimamente ma di cui abbiamo un avvio nei due albi “beyond”, uno uscito a maggio l’altro imminente. Possiamo dire che non tutto è roseo come sembra. Cose grosse sono in arrivo. Non dimentichiamoci poi che alcune steamgirls hanno un passato tutt’altro che roseo…

Steamgirls project Cassiopea
Una delle opere dell’artbook: Cassiopea è una pilota di gran talento…ma anche una spericolata

Quindi avremo altri progetti in arrivo sulle steamgirls? Si aggiungeranno altre storie e protagonisti?

Il primo albo “Steamgirls” doveva essere l’unico prodotto, ed è di fatto un artbook con la presentazione di personaggi ed universo. Visto l’interesse riscontrato in un anno di fiere di settore abbiamo deciso di proseguire con il primo volumetto “Beyond” a cui seguirà il secondo a breve: la formula prevede nuove ragazze e storie a fumetto. In concomitanza con beyond ruotando il volumetto si accede alla sezione “dark” che raccoglie storie brevi di ambientazione più cupa, con contenuti pulp. I progetti futuri prevedono un albo “osè” in uscita in primavera dai toni più piccanti, e verso fine anno, la prima parte della quest principale che porterà grossi cambiamenti.

Con il volume in uscita avremo il primo steamboy ufficiale creato grazie all’outfit proposto alla contest ufficiale “Steamgirls” che ha avuto luogo a maggio in occasione della fiera Naoniscon. Abbiamo selezionato il personaggio scegliendolo tra vari altri cosplay sul palco di Costrive, il gruppo che ha ospitato la nostra sfida.

Il progetto steamgirls infatti ha sempre creato una sinergia con il mondo del cosplay e già in passato abbiamo avuto il piacere di avere le prime interpretazioni di alcuni nostri personaggi. Ne avremo altri durante gli archi narrativi, come comprimari con ruoli anche importanti, anche se le protagoniste saranno sempre loro. C’è in progetto un gioco, ma allo stato attuale è in fase di sviluppo e test.

La priorità è quella che sia un prodotto di qualità che possa contare su grafiche e sistema di gioco professionali, non posso ancora sbilanciarmi se sarà pronto per Lucca, dove saremo presenti con gli albi presso lo stand del nostro partner l’agenzia Tambu: un gruppo di ragazzi che crede nel progetto e sta profondendo impegno e professionalità, per una esperienza di gioco che lasci il segno. Le possibilità sono sia per il gioco di ruolo che da tavolo, ma penso verrà prima quello da tavolo.

Steamgirls project Heatheart
Heatheart, uno dei quattro continenti, altamente industrializzato, che scava nella crosta terrestre per risorse ed energia.

Un’ultima domanda: come è nata questa collaborazione tra artisti?

Premettendo che alcuni di noi autori vengono da esperienze di collaborazioni su progetti comuni, abbiamo fin dal principio voluto che fosse un volume che unisse stili diversi, ma tutti di qualità. Non abbiamo badato a nazionalità, formazione, o curriculum, ma contattato tutti i disegnatori proponendo l’idea valutando l’abilità che emergeva dai lavori che avevano pubblicato online. Ad ognuno abbiamo inviato la scheda del personaggio e siamo riusciti a farli innamorare dei personaggi proposti.

Uno dei feedback più belli che abbiamo ricevuto è quello di una disegnatrice francese che ci scrisse che aveva partecipato “non perchè glielo avevamo chiesto con garbo, ma perché credeva nel progetto”. Penso che il senso di appartenenza che ogni illustratore ha sviluppato con la propria steamgirl abbia giocato un ruolo fondamentale per la riuscita dell’operazione. Certo, è stato un progetto laborioso ed impegnativo in termine di tempo ed investimento, sopratutto considerato che si tratta di una autoproduzione che grava tutta sui suoi creatori. 

Un grazie a Matteo per il suo tempo e le sue risposte, che dire, da un’artbook è stato creato un’intero mondo in cui immergersi, sia nella lettura che nel gioco. Siamo impazienti di scoprire come andrà a finire.


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