Venti e uno… Venti e due… Venti eeee TRE! Aggiudicato! Parlando di aste, spesso si fa il banale errore di pensare che ne esista solo un tipo, o magari due. E’ che non ne esistono nemmeno TRE! In termini di meccaniche, le tipologie di asta conosciute nel mondo dei giochi in scatola sono ben cinque! Prima di svelarvi i giochi che, secondo me sono i migliori per quello che riguarda questa meccanica (in generale), andiamo a vedere i diversi tipi di aste, collegando ad ogni tipologia un gioco.

Chi offre di più?

  • Asta a Compensazione: Tipologia di asta in cui i perdenti comunque ricevono un compenso in relazione a quanto offerto. (Furnace)
  • Asta all’inglese: Questo è il classico tipo di asta, il più conosciuto sicuramente. Si parte da un’offerta finchè il battitore è sicuro che nessuno offra di più entro un determinato tempo. L’oggetto va a chi ha offerto di più. (Modern Art)
  • Asta su oggetti multipli: Un’asta in cui i giocatori fanno offerte simultaneamente su più oggetti in parallelo, invece di farne per uno specifico alla volta. Il formato effettivo dell’asta può seguire uno qualsiasi dei meccanismi delle aste. (Keyflower)
  • Aste ad offerta segreta: I giocatori fanno segretamente un’offerta. Tutte le offerte vengono rivelate contemporaneamente e vince il miglior offerente. In genere, per questo tipo di aste è necessario un meccanismo di spareggio. Quelli più comuni includono il giocatore più vicino al giocatore iniziale o l’utilizzo di una seconda valuta per un ulteriore offerta di spareggio. (A Game of Thrones)
  • Asta all’Olandese: Un sistema simultaneo a offerta singola in cui l’oggetto parte da un prezzo molto alto, e poi viene gradualmente diminuito dal banditore o da un’altra meccanica, fino a quando qualcuno accetta di reclamare l’oggetto al suo prezzo corrente, terminando l’asta. Il primo offerente ad accettare il prezzo corrente è il vincitore, in modo tale che non ci siano pareggi. Un’asta olandese è talvolta chiamata anche asta a offerta unica a causa di questa caratteristica: la prima offerta fatta è anche l’unica. (Through the ages)

La Top 5 dei giochi di aste

Descritti grosso modo i vari tipi di aste, è tempo di andare a vedere i 5 migliori giochi in circolazione. Vi ricordo e tendo a sottolinearlo ogni volta che questa classifica è totalmente soggettiva e data dalla personale esperienza di gioco legata, sopratutto per questo tipo di meccanica, al gruppo con cui ho giocato.

Edit: Essendo la meccanica dell’asta usata in tantissimi giochi in cui però è secondaria, ho cercato di racchiudere la top 5 in cui questa meccanica è quantomeno centrale ed importante.

5. The Speicherstadt – S. Feld – 45min – Peso: Medio

Gioco stretto e cattivissimo di Feld, da me considerato uno dei suoi migliori. L’obiettivo è quello di raccogliere risorse ed edifici per riuscire ad avere più punti vittoria degli avversari a fine partita. A turno i giocatori piazzano i loro meeple sotto ad un carta che vorrebbero acquistare. Ogni meeple aumenta il costo di quella carta di UNA moneta, ma soltanto se si trova “sotto” al giocatore che intende acquistare quella determinata carta. Così in ordine di turno ogni giocatore potrà acquistare fino a tre carte, una per turno. Il problema di The Speicherstadt è la totale carenza di monete, elemento fondamentale per acquistare le carte. Viene da se che anche un solo meeple potrebbe stravolgere totalmente la strategia di un avversario.

Dopo l’acquisto le carte daranno risorse – il set collection è un modo di fare punti -, monete ed edifici con punti vittoria. Ma occhio ai pompieri! Carte che in termini di punti non valgono nulla, ma che alla fine daranno punti vittoria negativi a chi ne avrà di meno.

Esempio perfetto di “Asta all’Olandese” con priorità, mi sento tranquillamente di dire che questo titolo di Feld rientra tranquillamente in quella tipologia di giochi “Rovina-Rapporti”. Se dovete litigare con qualcuno e non sapete come fare, beh, invitatelo a giocare a The Speicherstadt

4. Modern Art – R. Knizia – 45min – Peso: Leggero/Medio

Forse IL titolo di aste per eccellenza, uscito in tantissime edizioni e rivisitazioni. Quest’anno la Dice Tree Games, casa coreana, ha sviluppato un’edizione Extra Lusso, che vi invito ad andare a guardare perchè ne vale veramente la pena.

Il gioco in se stesso è un gioco Multi Asta. A turno ogni giocatore sarà il banditore, e dovrà mettere all’asta un quadro. Le tipologie di Asta sono scritte sulla carta che verrà messa in vendita, e sono praticamente tutte quelle descritte ad inizio articolo. Il Dipinto può essere venduto ad un altro giocatore o “regalato” al banditore qualora nessuno presenta un’offerta. I punti vengono contati in base alla priorità che un pittore ha avuto durante le aste: Più quadri sono stati venduti, più punti daranno i quadri di quel pittore.

Un gioco che può sembrare banale e scontato, ma che racchiude anche lui una cattiveria assoluta. Perfetto per serate in cui il giocatore d’azzardo che è in noi vuole essere appagato e si ha voglia di un gioco veloce ed immediato, in cui la meccanica dell’asta è non solo principale ma anche l’unica presente!

3. High Society – R. Knizia – 20min – Peso: Leggero

Si, ancora lui, Reinerone nostro, che quando decide di fare le cose, le fa per bene. High Society infatti è il secondo titolo della trilogia di aste, che l’autore Tedesco ha portato alla luce ben 26 anni fa (ehhh già, un sacco di tempo “ludico”).

Il gioco è di una semplicità unica, che lo rende per certi versi quasi perfetto se vogliamo parlare di aste in termini assoluti.

Brevemente: I giocatori si troveranno ad acquistare “beni di lusso” all’asta. Ci saranno carte che danno punti vittoria, altre che moltiplicheranno un determinato tipo di carta e carte punti negativi (eh si, sembrava troppo bello). Alla fine della partita, chi avrà più punti vittoria sarà il vincitore… Tutto facile fin qui? Ecco, il twist c’è ed è cattivissimo: Il giocatore con meno monete a fine partita, NON conterà le sue carte… Cattivo eh?! Oltretutto, a rendere ancora più difficile il tutto, i soldi degli avversari saranno sempre NASCOSTI, così da non sapere fin dove ci potremo spingere.

Facile, veloce, letale… Serve dire altro?

2. QE – G. Birnbaum – 45min. – Peso: Leggero

Scenario di crisi finanziaria globale. Sedici aziende “troppo importanti per fallire” di quattro paesi hanno bisogno di essere salvate. Le banche centrali hanno risorse finanziarie illimitate, il che vuol dire moneta a volontà. Ma anche le banche centrali si trovano di fronte ad un dilemma: Stampano troppo denaro e il paese che rappresentano fallisce.

In QE, termine che sta per “quantitative easing”, i giocatori svolgono il ruolo di una banca centrale. A turno si faranno offerte su aziende di diverse dimensioni per accumulare vari livelli di punti vittoria. L’importo che si potrà offrire è illimitato poiché a turno ogni giocatore sarà la banca centrale del suo paese! Dopo l’offerta iniziale “aperta” (si, avete capito bene, qualsiasi importo) del giocatore principale, gli altri giocatori fanno un’offerta segreta. Dopo che le sedici società sono state “salvate”, vengono assegnati punti vittoria bonus per le serie di nazionalizzazioni, monopolizzazioni e diversificazione delle società.

A questo punto ogni giocatore avrà una determinata posizione in classifica… Tutto semplice? Eh, manco per niente, perchè a questo punto tutti i giocatori sommano i soldi che hanno “stampato” durante la partita… E chi ne ha stampati di più perderà tutti i suoi punti vittoria (Si, l’esatto contrario di High Society)

Gioiellino di rara bellezza, QE è uno di quei giochi che tutti dovrebbero provare almeno una volta nella vita. Il classico titolo “poche regole, massimo divertimento”… A trovarlo in commercio però. A tutt’oggi risulta SOLD OUT praticamente ovunque, ed io me lo sono fatto sfuggire quest’anno ad Essen per un soffio!

1. Furnace – I. Lashin – 60min – Peso: Medio

Eccoci a quello che secondo me è il titolo migliore per questo genere. O almeno, per come già detto, per quei giochi in cui l’asta è centrale e fondamentale.

Furnace è un “Euro Game” in cui i giocatori assumono il ruolo di capitalisti del XIX secolo che aspirano a guadagnare quanto più denaro possibile acquistando aziende, estraendo risorse e trasformandole nelle migliori combinazioni possibili. Il gioco si svolge in quattro round e ogni round è composto da due fasi: Asta e Produzione. Durante l’asta vengono proposte 6-8 carte azienda. I giocatori, a turno, posizionano uno dei loro dischi (ogni giocatore ne ha 4, con un valore da 1 a 4) su una di queste carte. Non è possibile posizionare un disco su una carta se è già presente un disco dello stesso valore o colore. Alla fine ogni giocatore quindi avrà posizionato 4 dischi su 4 carte diverse.

Una volta posizionati tutti i dischi, le carte vengono “risolte”. Chiunque abbia posizionato il disco di valore più alto rivendicherà questa carta, ma prima, chiunque abbia un disco di valore inferiore posizionato otterrà un compenso: O le risorse raffigurate moltiplicate per il valore del proprio disco o un’abilità di mercato (scambiare X con Y). Quando tutte le carte sono state reclamate o scartate, i giocatori le utilizzeranno nell’ordine che preferiscono. Ogni carta azienda ha un’azione – produzione o lavorazione – sul lato base e due azioni sul lato potenziato. Il giocatore con più punti sarà il vincitore.

Quando provai Furnace la prima volta ad un Play Modena ebbi subito l’impressione del gioco “ben fatto”. Ogni cosa è a suo posto ed è determinante nella tua straregia. In più la compensazione dell’asta da quel tocco in più e toglie frustrazione, ma non solo: spesso sarà molto più conveniente prendere risorse da una carta piuttosto che la stessa. Un gioiellino da avere assolutamente, anche per il prezzo assolutamente sotto la norma del momento.

La meccanica dell’asta è sicuramente una delle mie preferite, chi mi conosce sa come la penso in merito. Con questa serie di articoli andremo di volta in volta a toccare una meccanica specifica e la sua top5 conseguente. Quale sarà la prossima? Ok dai, ve lo svelo: Il “Bag Building”…



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Figlio dell’era Dungeons & Dragons, mi avvicino molto presto ai giochi di ruolo e ai giochi da tavola, dei quali divento giocatore “leggermente” appassionato, contando una collezione di circa 1000 titoli. Ancora oggi per mia madre gioco “coi soldatini, i pupazzetti e le cartine”! Padre di un futuro nerd di 5 anni e marito di una giocatrice più appassionata di me